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	<title>Commenti a: parigi non esiste</title>
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	<description>dopo il primo e il secondo, viene il terzo</description>
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		<title>Di: Rosella</title>
		<link>http://terzoblog.com/2010/03/07/parigi-non-esiste/comment-page-1/#comment-135</link>
		<dc:creator>Rosella</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 16:50:04 +0000</pubDate>
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		<description>Ma di cosa stai parlando....
concludi il  tuo pezzo con tre proposte:
1) la prima necessità è di dare alla moda quello che è della moda. Luoghi magnifici in cui raccontare la bellezza attraverso uno scambio attivo con la città.

2)La seconda è di consentire la vivibilità dei luoghi storici aprendoli a tutti il più possibile.

3) La terza è di riconnettere in maniera positiva i cittadini di Milano con la moda.

Che proposte! Tuttavia TU ti rendi conto in che città vivi, in che paese vivi oggi?
Ma dove sei stato fino adesso?
Ti rendi conto che in giro ci sono dei grossi problemi? 

Sai che qualcuno ha perso il posto di lavoro, qualcuno lo sta perdendo e le famiglie anche milanesi vanno a mangiare alle mense della Caritas?

Forse tu mi dirai che saranno gli stilisti, il Made in Italy a salvarci dalla crisi. permettimi di dubitare: primo perchè molto producono all&#039;estero;
secondo perchè tendono a sottrarsi al fisco....
E poi oggi ho letto proprio una notizia incoraggiante:
quella alcolista della Miuccia Prada, licenzia i suoi dipendenti perchè vecchi e grasso,
L&#039;eleganza è magra. Quindi non potrà portare abbondanza né a Milano né all&#039;Italia

In questo paese in cui la forbice tra ricchi e poveri è sempre più netta, in cui gli evasori fiscali sono considerati dei grandi fighi, ci sarà sempre una cerchia ristretta a cui rifilare le mutande made in italy da 1500 euro. 
Sono loro il mondo della moda, pero&#039; a loro non è necessario riconsegnare ancora una volta i &quot;luoghi bellissimi&quot;... se li sono gia&#039; presi o se li stanno prendendo.

With Love
R.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma di cosa stai parlando&#8230;.<br />
concludi il  tuo pezzo con tre proposte:<br />
1) la prima necessità è di dare alla moda quello che è della moda. Luoghi magnifici in cui raccontare la bellezza attraverso uno scambio attivo con la città.</p>
<p>2)La seconda è di consentire la vivibilità dei luoghi storici aprendoli a tutti il più possibile.</p>
<p>3) La terza è di riconnettere in maniera positiva i cittadini di Milano con la moda.</p>
<p>Che proposte! Tuttavia TU ti rendi conto in che città vivi, in che paese vivi oggi?<br />
Ma dove sei stato fino adesso?<br />
Ti rendi conto che in giro ci sono dei grossi problemi? </p>
<p>Sai che qualcuno ha perso il posto di lavoro, qualcuno lo sta perdendo e le famiglie anche milanesi vanno a mangiare alle mense della Caritas?</p>
<p>Forse tu mi dirai che saranno gli stilisti, il Made in Italy a salvarci dalla crisi. permettimi di dubitare: primo perchè molto producono all&#8217;estero;<br />
secondo perchè tendono a sottrarsi al fisco&#8230;.<br />
E poi oggi ho letto proprio una notizia incoraggiante:<br />
quella alcolista della Miuccia Prada, licenzia i suoi dipendenti perchè vecchi e grasso,<br />
L&#8217;eleganza è magra. Quindi non potrà portare abbondanza né a Milano né all&#8217;Italia</p>
<p>In questo paese in cui la forbice tra ricchi e poveri è sempre più netta, in cui gli evasori fiscali sono considerati dei grandi fighi, ci sarà sempre una cerchia ristretta a cui rifilare le mutande made in italy da 1500 euro.<br />
Sono loro il mondo della moda, pero&#8217; a loro non è necessario riconsegnare ancora una volta i &#8220;luoghi bellissimi&#8221;&#8230; se li sono gia&#8217; presi o se li stanno prendendo.</p>
<p>With Love<br />
R.</p>
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		<title>Di: .</title>
		<link>http://terzoblog.com/2010/03/07/parigi-non-esiste/comment-page-1/#comment-134</link>
		<dc:creator>.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 21:39:52 +0000</pubDate>
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		<description>quello che ho notato camminando nella per le strade di Parigi, 
è stata la leziosa originalità delle persone.
i colori e le geometrie più arroganti ma così delicatamente invitanti.
nulla mi è sembrato ridicolo.
nemmeno il ragazzo truccato stile kiss su dei tacchi da cugino di campagna.
nemmeno le ragazze ciondolanti in tacchi 32.
Parigi è in grado di farti sentire perfettamente in ordine e nel contempo sgraziata e.
è caos sistematizzato,ordinato, sporcizia che puzza ma con lo stile dello squallore.
E&#039; tragica nella sua bellezza.
è regale e impressionantemente monotona appena si esce dai recinti di quel piccolo sogno sulla senna.
è il quartiere di gambetta, gli hotel di stark nascosti e la pensioncina con la signora con i capelli cotonati, blu, e le tazzine di porcellana con le roselline.
nulla a che fare con la cugina italiana dalle potenzialità buttate nel cesso.
mi sa dai quei talenti sprecati, quei ragazzi che finiscono male.
Milano è grigia, un aglomerato di provincia di mezza misiura in cui ti tocca scavare senza nemmeno sapere se troverai qualcosa.
popolata da cariatidi di un periodo che fu d&#039;oro ma non lo è più.
milano è una rockstar decaduta che non accetta la sua disfatta e si ostina a provare.
senza capire che accettare la sconfitta sarebbe l&#039;unica possibilità di rinascere.
Parigi almeno stuzzica in superficie.
Parigi è più onesta e se la mena molto meglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>quello che ho notato camminando nella per le strade di Parigi,<br />
è stata la leziosa originalità delle persone.<br />
i colori e le geometrie più arroganti ma così delicatamente invitanti.<br />
nulla mi è sembrato ridicolo.<br />
nemmeno il ragazzo truccato stile kiss su dei tacchi da cugino di campagna.<br />
nemmeno le ragazze ciondolanti in tacchi 32.<br />
Parigi è in grado di farti sentire perfettamente in ordine e nel contempo sgraziata e.<br />
è caos sistematizzato,ordinato, sporcizia che puzza ma con lo stile dello squallore.<br />
E&#8217; tragica nella sua bellezza.<br />
è regale e impressionantemente monotona appena si esce dai recinti di quel piccolo sogno sulla senna.<br />
è il quartiere di gambetta, gli hotel di stark nascosti e la pensioncina con la signora con i capelli cotonati, blu, e le tazzine di porcellana con le roselline.<br />
nulla a che fare con la cugina italiana dalle potenzialità buttate nel cesso.<br />
mi sa dai quei talenti sprecati, quei ragazzi che finiscono male.<br />
Milano è grigia, un aglomerato di provincia di mezza misiura in cui ti tocca scavare senza nemmeno sapere se troverai qualcosa.<br />
popolata da cariatidi di un periodo che fu d&#8217;oro ma non lo è più.<br />
milano è una rockstar decaduta che non accetta la sua disfatta e si ostina a provare.<br />
senza capire che accettare la sconfitta sarebbe l&#8217;unica possibilità di rinascere.<br />
Parigi almeno stuzzica in superficie.<br />
Parigi è più onesta e se la mena molto meglio.</p>
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		<title>Di: karen brennan</title>
		<link>http://terzoblog.com/2010/03/07/parigi-non-esiste/comment-page-1/#comment-133</link>
		<dc:creator>karen brennan</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 10:55:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://terzoblog.com/?p=354#comment-133</guid>
		<description>Ciao Andrea
(Ciao!!! Come sei stato questi ultime 15-più o meno- anni? Quello magari per un&#039;altra volta). 

Bello tuo blog, e non solo bello ma importante che ci sia un discorso proattiva per incominciare affrontare gli cambiamenti. C&#039;é tanto da fare incominciando già CON la moda, la cultura,  l&#039;industria...l&#039;educazione stesso, e non solo à Milano, e non solo in Italia...ci sto pensando! À presto, K</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Andrea<br />
(Ciao!!! Come sei stato questi ultime 15-più o meno- anni? Quello magari per un&#8217;altra volta). </p>
<p>Bello tuo blog, e non solo bello ma importante che ci sia un discorso proattiva per incominciare affrontare gli cambiamenti. C&#8217;é tanto da fare incominciando già CON la moda, la cultura,  l&#8217;industria&#8230;l&#8217;educazione stesso, e non solo à Milano, e non solo in Italia&#8230;ci sto pensando! À presto, K</p>
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		<title>Di: v</title>
		<link>http://terzoblog.com/2010/03/07/parigi-non-esiste/comment-page-1/#comment-132</link>
		<dc:creator>v</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 00:08:15 +0000</pubDate>
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		<description>Viviamo in una città dove la moda passa come elitaria è questa la comunicazione prima che giunge al cittadino, bisognerebbe stravolgere questo clichè e rendere la moda un evento legato alla città stessa,  alla nostra cultura alla nostra storia, al nostro cibo, alla nostra nazione, al nostro patriottismo.

Si crea una sorta di inferiorità celata sotto una facciata di disinteresse, facilitato da una mancanza di informazione e comunicazione.
Quanto tempo viene dedicato dai principali canali di informazione nazionale alla settimana ( settimana?)della moda? 
Il pensiero più logico sarebbe collegato all’apparente superficialità che il sistema moda ricopre nel pensiero comune del cittadino, mi verrebbe  allora da dire: il gioco del calcio non è superficiale? Eppure quanta gente segue questo sport? 

Bisognerebbe creare più interesse, stuzzicare il cittadino, informarlo, portarlo a chiedersi, quando si trova da Zara o in qualsiasi altro posto ad acquistare qualcosa “per coprirsi”,  perché scelgo questo e non quello? Da chi è stato copiato? chi lo ha inventato pensato la prima volta? Chi l’ha riproposto?
D’altronde è insita nell’uomo la volontà di coprirsi per comunicare, e allora perché non comunicare meglio al cittadino con cosa “si copre”?

Ovviamente allo stesso tempo convive il pregiudizio, che porta la maggioranza uniformata a giudicare il singolo “diverso”.
E allora che ognuno sia libero di comunicare quello che vuole attraverso quella che considera la sua uniforme. (utopico?)
Questo in Italia manca. 
Il giusto compromesso sarebbe la soluzione, ma in mancanza di un passo avanti del cittadino, forse la comunicazione mediatica potrebbe sforzarsi a farne due trascinando ed incuriosendo il cittadino, coltivando la sua ricettività.
E allora si che riconnettere in maniera positiva i cittadini di Milano con la moda (ma non solo, quanti Milanesi non sono mai entrati in Duomo?) sarebbe un ottimo starter per dare alla moda ciò che è della moda.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Viviamo in una città dove la moda passa come elitaria è questa la comunicazione prima che giunge al cittadino, bisognerebbe stravolgere questo clichè e rendere la moda un evento legato alla città stessa,  alla nostra cultura alla nostra storia, al nostro cibo, alla nostra nazione, al nostro patriottismo.</p>
<p>Si crea una sorta di inferiorità celata sotto una facciata di disinteresse, facilitato da una mancanza di informazione e comunicazione.<br />
Quanto tempo viene dedicato dai principali canali di informazione nazionale alla settimana ( settimana?)della moda?<br />
Il pensiero più logico sarebbe collegato all’apparente superficialità che il sistema moda ricopre nel pensiero comune del cittadino, mi verrebbe  allora da dire: il gioco del calcio non è superficiale? Eppure quanta gente segue questo sport? </p>
<p>Bisognerebbe creare più interesse, stuzzicare il cittadino, informarlo, portarlo a chiedersi, quando si trova da Zara o in qualsiasi altro posto ad acquistare qualcosa “per coprirsi”,  perché scelgo questo e non quello? Da chi è stato copiato? chi lo ha inventato pensato la prima volta? Chi l’ha riproposto?<br />
D’altronde è insita nell’uomo la volontà di coprirsi per comunicare, e allora perché non comunicare meglio al cittadino con cosa “si copre”?</p>
<p>Ovviamente allo stesso tempo convive il pregiudizio, che porta la maggioranza uniformata a giudicare il singolo “diverso”.<br />
E allora che ognuno sia libero di comunicare quello che vuole attraverso quella che considera la sua uniforme. (utopico?)<br />
Questo in Italia manca.<br />
Il giusto compromesso sarebbe la soluzione, ma in mancanza di un passo avanti del cittadino, forse la comunicazione mediatica potrebbe sforzarsi a farne due trascinando ed incuriosendo il cittadino, coltivando la sua ricettività.<br />
E allora si che riconnettere in maniera positiva i cittadini di Milano con la moda (ma non solo, quanti Milanesi non sono mai entrati in Duomo?) sarebbe un ottimo starter per dare alla moda ciò che è della moda.</p>
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		<title>Di: francesco</title>
		<link>http://terzoblog.com/2010/03/07/parigi-non-esiste/comment-page-1/#comment-131</link>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 14:12:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://terzoblog.com/?p=354#comment-131</guid>
		<description>Ciao Andrea,
Pochi motivi che spiegano i miei otto anni trascorsi a Parigi.

Non ti nascondo che in quei otto anni mi sono sempre lamentato della rigidita&#039; dei parigini, della loro sporcizia, della puzza della metropolitana e via dicendo.. . . . i soliti veri cliche&#039; sui cugini francesi.
Ma posso dirti anche che e&#039; una citta&#039;, a differenza di Milano per esempio, dove l&#039;inspirazione la trovi nella strada, in mezzo alla gente, nei quartieri come Belleville, nei mercati comunali come il marche&#039; d&#039;Aligre, (dietro Bastille), o quello di Strasbuorg St. Denis.
l&#039;inspirazione e l&#039;emozione di guardare i colori di certi tramonti dove ti sembra di stare in un dipinto di Eugene Delacroix .
Trovavo inspirante la sciattezza, o apparente sciattezza della gente comune, la non uniformita&#039; che trovi a Milano, ma anche in Italia in generale.
Puoi trovare un buon equilibrio a Parigi, tra creativita&#039;, cibo e bellezza della citta&#039;.  
In ogni modo, io AMO Parigi, e non la potrei mai cambiare per Milano, ma l&#039;ho cambiata per NY&gt;
hihihi
ciaus batilla</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Andrea,<br />
Pochi motivi che spiegano i miei otto anni trascorsi a Parigi.</p>
<p>Non ti nascondo che in quei otto anni mi sono sempre lamentato della rigidita&#8217; dei parigini, della loro sporcizia, della puzza della metropolitana e via dicendo.. . . . i soliti veri cliche&#8217; sui cugini francesi.<br />
Ma posso dirti anche che e&#8217; una citta&#8217;, a differenza di Milano per esempio, dove l&#8217;inspirazione la trovi nella strada, in mezzo alla gente, nei quartieri come Belleville, nei mercati comunali come il marche&#8217; d&#8217;Aligre, (dietro Bastille), o quello di Strasbuorg St. Denis.<br />
l&#8217;inspirazione e l&#8217;emozione di guardare i colori di certi tramonti dove ti sembra di stare in un dipinto di Eugene Delacroix .<br />
Trovavo inspirante la sciattezza, o apparente sciattezza della gente comune, la non uniformita&#8217; che trovi a Milano, ma anche in Italia in generale.<br />
Puoi trovare un buon equilibrio a Parigi, tra creativita&#8217;, cibo e bellezza della citta&#8217;.<br />
In ogni modo, io AMO Parigi, e non la potrei mai cambiare per Milano, ma l&#8217;ho cambiata per NY&gt;<br />
hihihi<br />
ciaus batilla</p>
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