Oggi è difficile. E’ molto difficile parlare.
Perchè un sacco di millenni fa ho lavorato insieme a lui da Romeo Gigli. E me lo ricordo ridere come un matto, fare battute zozze e stare su un cartamodello tutta la notte finchè non era perfetto.
Poi se ne è andato ed è diventato quello che è diventato.
Nessuno dovrebbe uccidersi.
Soprattutto chi è riuscito a raccontare con così cristallina purezza la parte sbagliata e quella giusta della vita.
Chi è riuscito a tenerle per mano sempre, su una passerella.
Penso che Lee abbia lottato immensamente per arrivare dov’era. Penso che per lui fosse sempre stata una questione di vita o di morte.
E credo che per un attimo abbia confuso le due cose, dopo averle maneggiate tutta la vita.
Senza volerlo, con la leggerezza di un bambino.
5 commenti
11 febbraio 2010 alle 22:03
mi sono venuti i brividi.
sono profondamente turbata davanti a quanto accaduto.
belle parole le tue,
la persona che scrive queste cose non dev’essere per nulla male e più sensibile di quanto si creda.
12 febbraio 2010 alle 10:33
Grazie per il commento.
E ricordati di non credere mai alle apparenze.
13 febbraio 2010 alle 05:05
la notizia downunder e’ stata trasmessa al TG delle 6.
il primo pensiero che mi e’ passato per la testa e’ che Londra a Febbraio e’ micidiale. E’ il mese piu’ cupo dell’anno. Provare per credere. E proprio il mese dove si esaurisce la speranza.
Quello che mi chiedo pero’ e’ come mai alla vigilia del funerale di sua madre, Lee era da solo a casa?
Aggiungiamo pure che era ‘sotto sfilata’ che e’ anche quello, un periodo micidiale. Ma che cosa ci facceva da solo?????
Possibile che non ci sia stato nessuno ad avere il pensiero che magari era da stargli vicino 24/24 ???
Che aspettative si ha di una persona?
E poi, uno emotivo e cone una sensibilita’ spontanea come lui.
E’ proprio come dici Andrea, le apparenze ingannano – a vedere la stampa inglese, Lee aveva amici e famiglia intorno.
Si vede che avevano i pensieri altrove….
13 febbraio 2010 alle 12:35
La passione brucia.
Nessuno dovrebbe uccidersi.
Mai.
15 febbraio 2010 alle 13:23
…dopo che un paio d’anni fa avevi definito la mancanza di Saint Laurent e Ferre’ “una possibilita’ per noi giovani”,finalmente riesco ad apprezzare quello che dici…
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