7 febbraio 2010...13:00

walter albini. do or die.

Ho comprato, per regalarlo a un’amica, il libro “Walter Albini e il suo tempo. L’immaginazione al potere” di Maria Luisa Frisa e Stefano Tonchi edito da Marsilio.

Albini è in assoluto il mio personaggio preferito tra i tanti della moda italiana. L’ho sempre sentito vicino. Forse perchè era dei pesci, forse perchè ancora oggi nessuno sa chi è, forse solo perchè era un genio.

Non sono molti i testi pubblicati su di lui, non è mai stata fatta una mostra organica, al di fuori della cerchia degli estimatori è, appunto, totalmente sconosciuto.

La figura richiederebbe un lavoro integrale di studio molto approfondito soprattutto perchè le fonti non sono di facile reperimento e gli archivi delle collezioni sono sparsi qua e là per il mondo.

Un’operazione molto costosa e molto lunga che nessuno ha voglia di fare.

Eppure dentro il lavoro di Walter Albini c’è tutto il DNA del prèt à porter italiano e molto di quello francese. La ricerca farebbe luce su un immenso buco nero culturale che circonda le origini della moda italiana a tuttoggi.

Purtroppo a colmare questo vuoto colpevole il modesto libro di cui sopra aiuta ben poco.

Scarsi i brevi saggi iniziali, scarsa la documentazione fotografica e di bassa qualità, assente completamente un punto di vista narrativo.

Non dice niente di più di quello che già sappiamo.

Un’occasione persa.

Forse non per colpa degli autori che sicuramente non hanno avuto a disposizione i mezzi necessari per un’operazione più completa.

O forse proprio per colpa loro. Che con una veloce scorsa a qualche vecchia foto hanno creduto di poter dire qualcosa.