4 ottobre 2009...11:01

marcel oggi

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Mentre subito dopo la sfilata di Rochas guardavo la figlia di Marcel Rochas dire a Marco Zanini, che aveva appena fatto sfilare la sua prima collezione sotto quel nome, che molte delle cose che aveva visto le ricordavano suo padre, per un momento ho creduto di sognare.

Il tema del momento è senza dubbio l’identità dei brand.

Si manifesta quasi sempre sotto l’inquietante forma dell’eredità che i grandi nomi hanno lasciato e che i posteri non riescono a gestire.

Gli esempi di insuccessi sono talmente tanti che a volerli nominare tutti si rischia di fare la lista della spesa per il pranzo di Natale.

Rochas nello specifico è un brand noto a pochi nella sua storicità ma di cui tutti hanno ben presente la rivisitazione di Olivier Theyskens che ebbe un grandissimo successo di stampa.

Mi sembra che Marco abbia affrontato la sfida con estrema umiltà, senza spirito rivoluzionario, con un grande occhio a ciò che una donna può indossare, con uno sguardo leggero ma contemporaneo.

Non ha neanche tentato di strutturare statement artificiosi per assetati fashion editor ma ha lavorato su un’idea di eleganza quotidiana di cui non c’è traccia sulle passerelle da decenni.

Una rivoluzione silenziosa, ha detto Suzy Menkes.

Ma soprattutto una rivoluzione rispettosa del senso di eleganza centrale al dna del brand raccontata citando a piene mani gli anni novanta.

Anni in cui il designer era al centro del progetto. E la stylist, poverina, serviva a mettere le scarpe alla modella.

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