17 settembre 2009...08:35

rodarte fantastic

rodarte

Le sfilate di new York volgono al termine senza aver lasciato, come al solito, particolari tracce nella scansione dell’immaginario contemporaneo.

Il marchio Rodarte, delle due sorelle Mulleavy, riserva invece come al solito sorprese.

Questa volta peraltro le sorprese hanno una forma talmente identitaria e distintiva da poter dire con sufficiente serenità che ci troviamo dalle parti della genialità.

Non perchè, come al solito, strapazzano i materiali e li drappeggiano intorno al corpo con le loro manine sante, sfracellando il diktat americano dell’iperindustrializzazione.

Non perchè lavorano sull’unicità del singolo pezzo e sulla costruzione di un dialogo col corpo che può uscire solo da chi ha percorso le stesse strade, mentali e fisiche, di Jack Kerouac e H.P.Lovecraft. Cioè la cultura e l’estetica statunitense.

Ma perchè narrano le loro storie con un senso del rispetto verso la tradizione europea dello stile, confrontandosi continuamente con la storia della couture francese. Perchè dimostrano di conoscere alla lettera tutti gli insegnamenti del passato, da Vionnet a Dior fino a Galliano, e invece di sfogliarli su un libro li consacrano in un simulacro contemporaneo.

Finalmente due vere visionarie.

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