Credo che a questo punto ci sia bisogno di pensare anche a chi è utile. Cioè a chi aiuta le cose ad andare avanti, a cambiare, a svilupparsi.
A chi, soprattutto, non pensa che Milano e lo stile italiano siano morti.
I miei primi nomi sono: Vionnet, Rochas, Mila Schon.
Si accettano suggerimenti.
16 commenti
26 agosto 2009 alle 12:21
Halston .
26 agosto 2009 alle 12:32
Prima di inserirlo nella lista stiamoa vedere cosa farà Schwob.
26 agosto 2009 alle 17:50
Ci sono sicuramente dei nuovi nomi (italiani) interessanti che stanno circolando dietro i grandi nome, come Rodolfo Paglialunga (Vionnet) e Marco Zanini (Rochas), ma penso che avranno bisogno di qualche stagione di rotaggio prima che riescano ad esprimere una personalità più forte e decisa, che possa segnare un nuovo gusto, come hanno saputo fare Raf Simons o Nicolas Ghesquière ( solo per fare due esempi . . . . . ).
Spero che l’aria d’oltralpe sia rinfrescante per i talenti italiani.
26 agosto 2009 alle 18:28
Sono d’accordo.Anche se questi due nomi sono gli esempi più eclatanti.
In realtà c’è una nuova generazione di designers molto interessante.
Tu quando la fai una cosa tua franceschino?
26 agosto 2009 alle 18:35
Si, infatti sono i nomi più letti tra i talenti italiani.
Io amo la moda, ma mi piace tanto fare anche altre cose che riguardano l’arte visiva. Ci vuole tempo per creare un proprio vocabolario estetico, io sto incominciando a metterlo in ordine ed ad arricchirlo, poi quando sarà il momento vedrò che linguaggio usare per comunicarlo.
26 agosto 2009 alle 20:06
Il tuo blog è fighissimo. e le cose che fai sono stupende.
Non tenertele per te, please.
Dalle al mondo.
26 agosto 2009 alle 20:38
Ahahah,
Grazie mille per l’incoraggiamento caro Endriu.comunque ritornando ai giovani talenti della moda volevo aggiungere un’altra piccola considerazione. Vedo che I’ll modo di fare e comunicare dei”nuovi creativi italiani”resta super conservativo e troppo legato ad un modo classico e letterale di vedere la moda.stesse referenze, poca personalità.poca mescolanza.troppo italianità. Immagino che intendi quello che voglio dire.
Tu che hai lavorato per qualcuno che di convenzionale aveva bem poco e che ha dato una forte impronta alla moda come Romeo Gigli (ai tempi d’oro intendo).
Spero che le scuole di moda si aprono a nuovi modi di concepire la moda, dando una visione anche più artistica e non soltanto di un prodotto che ormai tutti fanno.
Forza Bat.
26 agosto 2009 alle 21:01
I luv u so much
26 agosto 2009 alle 21:07
Mi tuu.
Ahahhahaha
Grande endriuuuu
26 agosto 2009 alle 21:24
Miuccia Prada, Stefano Pilati, Azedine Alaiia, Albert Elbaz, Rei Kawakubo,Giambattista Valli,
26 agosto 2009 alle 21:31
Giambattista Valli? é come avere un libreria un libro sugli anni 50. Bravo eh, ma utile?
Ciao michele (non ci conosciamo)
26 agosto 2009 alle 21:42
quello che fa lo fa bene, il che non è poco e poi parlavo di lui come stilista, non del suo marchio in particolare…
ps: si tu fai finta di non conoscermi, e non registri mai il mio numero
26 agosto 2009 alle 22:12
Michele penso che ti confondi con un’altro francesco.

Comunque é bravo Valli ma utile non saprei ( che faccia la sua di collezione o quella degli altri ). Poi “stilisti utili” é motlo personale
Anyway Rispetto per I’ll lavoro altrui.
26 agosto 2009 alle 22:47
Sorry Francesco. Pansavo fosse un commento di Andy, sorry again.
Parliamo anche della bravura di Antonio Fontana!
26 agosto 2009 alle 22:49
Ma antinio é stato I’ll mio salvatore. Purtroppo non ho più sue notizie, ma posso dire che é una persona fantastica.
26 agosto 2009 alle 23:03
Veramente
I commenti sono chiusi.